martedì 7 maggio 2013

Tv babysitter: il primo passo verso la teledipendenza?

foto da http://break-your-brain.deviantart.com
Non mi piacciono i trattati, e non mi piacciono gli assolutismi.
Ma ho sempre amato la dimensione eterea e a tratti anche "esoterica" dell'avere accanto una bambina, la mia bambina.

Una delle prime certezze che ho avuto guardando Sarah, la mia piccola di "quasi 6 anni" è stata quella di volere per lei il meglio.

E sì, ho fatto indigestione di trattati di pedagogia, di libri di medicina, di Maria Montessori e di come funziona il cervello.

Ero una madre insicura, e quando sei insicura, puoi fare due cose:

A) Studiare il tuo ruolo, innamorartene.
B)Diventare vittima del  tuo ruolo, e perderti ciò che di buono c'è in esso.

Io ho scelto di studiare il mio ruolo. Ho scelto di avere una dimensione. Che poi era quella che più mi apparteneva, e mi appartiene.

I primi anni sono stata integerrimamente legata
al mio ruolo di madre dolce e arpia allo stesso tempo. Complice anche l'indomito, e indomabile carattere di mia figlia.

I miei mulini a vento contro cui combattere erano in primis 2: la TV e Le merendine. Altrimenti catalogate come "schifezze".

Ecco, sulla tv ho cominciato a essere meno intransigente dopo i tre anni. Sulle "schifezze" non c'è stato bisogno, più del dole ama il salato e quindi il problema non sissiste.

Ma col tempo mi sono dovuta ricredere parecchie volte sulla televisione.

Ci vuole una linea di confine, che dura il tempo di durata dell'attenzione del proprio bambino.

Per mia figlia questo tempo è un'ora, dopo non segue più la trama, ma la subisce.

Ed è lì che può cominciare un processo ormai comune nei bambini, che è la teledipendenza, o anche la telefissazione.

Sì, il bambino (ma anche l'adulto) che fissa la televisione e ne viene risucchiato.

Tu lo chiami, lui non sente.

Ecco, questo è il momento in cui IO premo il tastino rosso.

-Stop-
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